di Redazione
Il Patto educativo di comunità di Treviso
Parte il progetto “Kilometri di mille colori”
“Il progetto Kilometri di Millecolori sviluppa l’intergenerazionalità mettendo insieme bambini e persone anziane attraverso laboratori creati ad hoc. I partecipanti avranno la possibilità di scambiare e trasmettere esperienze di vita, desideri, visioni del mondo e aspettative.
Il progetto nasce all’interno dell’Auser in virtù dell’esperienza maturata con il progetto Mille Colori.
Alla base del progetto intergenerazionale vi è l’idea che gli anziani e i bambini stanno bene insieme e sono ricchezza gli uni per gli altri: l’incontro permette ai bambini di allacciare relazioni significative con altri adulti al di fuori della loro famiglia; il contatto con i bambini fa “rivivere” e può restituire all’anziano una dimensione progettuale sul domani che lo renda protagonista in prima persona della propria vita.
Il progetto è indirizzato ai bambini e anziani in affiancamento ai servizi dell’Aulss 2, la Scuola, i Servizi Sociali, i Comuni e tutte le Agenzie educative al fine di fornire un sostegno di qualità, equo e inclusivo e opportunità di apprendimento permanente.
Le azioni che si intraprenderanno promuoveranno lo sviluppo dell’integrazione sociale e accresceranno il benessere e la qualità di vita degli anziani e dei bambini.
Verranno coinvolti 30 bambini e 20 anziani, insieme, in orario extrascolastico vivranno esperienze di laboratorio di manualità, attività motoria, giochi, letture, arteterapia, cucina, ortoterapia, “insieme potranno contrastare le condizioni di fragilità e di svantaggio, vivere esperienze ed emozioni divertendosi, imparando gli uni dagli altri e sviluppando relazioni ricche e significative” si legge nel progetto.
La filosofia del progetto è che “Io anziano ti racconto i miei sogni di bambino, quanto nella vita ho realizzato rispetto a quei sogni e come la vita li ha modificati. Io bambino ti trasmetto il mondo che vivo e che vorrei.” Questa comunicazione e questo scambio interculturali contribuisce a sviluppare l’impegno di tutti verso un mondo più condiviso e collaborativo. Il discutere, il sentirsi inclusi, infatti, contrasta l’isolamento, il decadimento cognitivo, la solitudine e le difficolta di relazione.
Come Auser ci impegniamo da sempre a supportare le persone anziane; oggi, con l’evoluzione sociale in atto, è nostro dovere ampliare l’orizzonte ed aprirci a tutte le fasce fragili della popolazione per consentire che nessuno rimanga indietro.