“Sanità, lotta alla povertà e all’esclusione sociale, non autosufficienza. Le tantissime ragioni per cambiare una legge finanziaria che non risponde ai bisogni delle persone”
Dichiarazione del presidente nazionale Auser Domenico Pantaleo
La rete nazionale Auser sostiene le ragioni dello sciopero generale del 29 novembre promosso da Cgil e Uil e parteciperà alle manifestazioni previste in tutto il Paese. Vogliamo cambiare la legge finanziaria che non risponde ai bisogni delle persone in una fase in cui aumentano povertà e sofferenze sociali. Da parte del Governo non si interviene con politiche pubbliche per affrontare e ridurre le enormi disuguaglianze, ridistribuendo la ricchezza a partire dal fisco. Ma al contrario si favorisce chi evade e non si aumentano le risorse con maggiori prelievi sulle grandi rendite finanziarie e sugli enormi profitti accumulati in questi anni. Di conseguenza si taglia la spesa sociale per i prossimi sette anni.
Sulla sanità il finanziamento è del tutto insufficiente mentre si procede spediti verso la privatizzazione del servizio sanitario nazionale. Le liste d’attesa si allungano e per avere una visita, un’analisi e perfino un intervento in tempi ragionevoli bisogna rivolgersi alle strutture private pagando tantissimi soldi. Ormai non si è più in grado nemmeno di avere l’assistenza da parte dei medici di famiglia che sono sempre più pochi e di conseguenza con un numero di pazienti estremamente elevato. Oltre 4 milioni e mezzo di italiani rinunciano alle cure per mancanza di soldi. Sulla non autosufficienza non si è conseguenti in termini di investimenti e quella buona legge rischia di rimanere una scatola vuota.
Bisogna aumentare salari e pensioni, cancellare la precarietà, intervenire con provvedimenti realmente efficaci per ridurre le stragi sul lavoro, investire sulle politiche industriali e finanziare lo Stato sociale.
Per quanto riguarda il terzo settore in queste ore assistiamo a uno spettacolo indecoroso da parte del Governo. Dopo avere promesso una soluzione al passaggio dall’attuale normativa di esclusione dell’Iva alla esenzione a partire dal primo Gennaio 2025, pare che si rimandi il provvedimento di proroga. Noi produciamo socialità e respingiamo l’obbligo Iva per le attività associative del terzo settore.
Il 29 novembre deve essere anche una giornata di lotta per la pace. Non possiamo rimanere indifferenti rispetto al genocidio del popolo palestinese, ai bombardamenti in Libano con migliaia di morti, alle sorti degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas, alle sofferenze inaudite inflitte al popolo Ucraino e al riemergere dell’antisemitismo in tante parti del mondo. Siamo sull’orlo di una guerra mondiale e nucleare perché prevalgono la sete di potere e gli interessi di chi produce armamenti. L’economia di guerra riduce le risorse per il benessere delle persone e aumenta quella per le armi che nel nostro Paese raggiungerà la cifra di 32 miliardi.
Scendiamo in piazza perché la pace si conquista con la mobilitazione e con l’impegno quotidiano per un mondo diverso.
