Dichiarazione di Michele Mangano
Presidente Nazionale Auser
Questa ipotesi di Federalismo fiscale non ha neanche convinto la stessa Corte dei Conti. Troppe le cose che non vanno. Intanto va sottolineato come le ipotesi governative cambino da un giorno all?altro allo scopo di intercettare in qualche modo il consenso delle parti politiche e di chiudere in fretta, dunque, la partita del Federalismo fiscale; prima che polemiche e scandali travolgano il Governo. Inoltre si rischia di non poter garantire sul territorio nazionale: il finanziamento delle funzioni fondamentali dei Comuni, nonché l?autonomia impositiva; l?accesso equo e uniforme dei cittadini alle prestazioni sociali; la copertura della domanda sociale, in forte aumento negli ultimi anni.
Il nuovo modello federalista manca, poi, di alcuni blocchi portanti: il sistema perequativo delle Regioni, e soprattutto di quello dei comuni; la determinazione dei fabbisogni standard delle funzioni fondamentali degli enti locali; soprattutto, la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni.
Occorre un cambiamento di rotta radicale nella politica centrale. Occorre che il Federalismo fiscale intraprenda il percorso della qualità dei servizi. Occorre individuare adeguati strumenti perequativi per salvaguardare un valore fondamentale che è alla base di un sistema democratico: quello di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni sia sul piano sanitario, sia sul piano delle prestazioni sociali. Solo in tal modo trova concretezza il principio costituzionale di eguaglianza tra cittadini. L´obiettivo è dunque attuare una quantificazione del fabbisogno economico-finanziario per assicurare i livelli essenziali delle prestazioni, sia nella sanità, sia nel welfare, così come in altri settori, come la scuola.