Una ricerca scientifica internazionale ha dimostrato che il volontariato è un potente anti-ageing capace di contrastare l’invecchiamento fisico e mentale nelle persone mature. A dirlo l’analisi della “metilazione” del Dna, in altre parole di quel meccanismo epigenetico che regola l’espressione genica e agisce come un orologio biologico, influenzato da fattori ambientali che accelerano o rallentano l’invecchiamento cellulare. Ebbene, il volontariato rallenta i biomarcatori molecolari dell’invecchiamento, con effetti diversi tra chi è ancora attivo nel mercato del lavoro e chi è già in pensione. Lo studio è intitolato – tradotto dall’inglese – “Il volontariato riduce l’accelerazione epigenetica dell’invecchiamento tra gli anziani in pensione e quelli che lavorano?” ed è stato pubblicato recentemente su Social Science & Medicine, analizza come il volontariato influenzi l’invecchiamento biologico misurato tramite cinque diversi orologi epigenetici per misurare l’usura cellulare. L’analisi dei dati di circa 2.605 adulti di età pari o superiore a 62 anni mostra chi si dedica al volontariato tende a invecchiare biologicamente più lentamente rispetto agli altri, indipendentemente dall’ età cronologica. Anche un impegno moderato, meno di cinquanta ore l’anno, è sufficiente per mostrare un rallentamento significativo dell’invecchiamento biologico.
Fonte: vita.it