Nell’ambito delle iniziative promosse dall’Auser di Gela (CL) lo scorso 14 novembre si è tenuta una visita a a Marianopoli per rendere omaggio a Santina Cannella, giovane vittima di femminicidio. Santina fu una ragazza coraggiosa, determinata a difendere la sua libertà e a inseguire il sogno di studiare e diventare medico dei bambini. Dopo una preghiera guidata dall’Arciprete Bernardo Briganti, è stata deposta una cesta di fiori e una targa in memoria sulla tomba di Santina, barbaramente uccisa l’8 marzo 1954 a soli quindici anni. Il momento più emozionante è stata la lettura di una lettera da parte di alcune studentesse in rappresentanza degli istituti superiori di Gela. Il loro messaggio ha sottolineato il parallelo tra il passato e il presente. Le studentesse hanno parlato di Santina come «prototipo di ragazza che vede nella cultura la possibilità di essere libera, una giovane che ha avuto la forza e il coraggio di dire No».
Il presidente dell’Auser, Emanuele Scicolone, ha ricordato agli studenti l’importanza del ricordo e del fare memoria come strumenti di consapevolezza del presente. «Commemorare queste tragedie è un dovere morale; promuovere i valori di libertà, uguaglianza e dignità umana è la via da seguire con impegno tenace. Fare memoria delle azioni di Santina la rende Eterna, un faro contro il rischio di sistemi totalitari e un appello a costruire un mondo migliore, un nuovo umanesimo, vivendo il presente da protagonisti», ha detto il presidente.
Fonte: La Sicilia