Un fenomeno se non proprio nuovo, sicuramente recente. Alla fuga dei quasi 350mila laureati che negli ultimi 20 anni hanno lasciato Sud per il Nord ora si accompagna quella dei genitori e dei nonni. A preparare il trolley sono intere cellule familiari. Il rapporto Svimez 2026, presentato in collaborazione con Save the Children, riferisce di un esodo silenzioso che mostra volumi raddoppiati negli ultimi vent’anni. Gli over 75 che vivono stabilmente al Nord pur mantenendo in non pochi casi la residenza al Sud sono passati dai 96.000 del 2002 agli oltre 184.000 del 2025. Lampante una delle prime ragioni: i nonni sono i babysitter più economici. Ancora, gli anziani si trovano spesso in comuni “fantasma”, privi di servizi di prossimità. Al Nord, la spesa pro-capite per i servizi sociali comunali e per quelli sanitari è altamente superiore e ciò garantisce all’anziano una vecchiaia più sicura anche fuori casa. Si tratta anche di una strategia di sopravvivenza economica, con la divisione dei costi fissi e la pensione come unica entrata liquida sicura per mutui e affitti. Da qui un Nord che si “rimpolpa” e un Sud che non solo perde “braccia e cervelli”, ma anche buona parte della sua memoria storica e sociale.
Fonte: La Prealpina