Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le Disabilità di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha approvato il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare”. Le nuove norme consistono in un pacchetto di interventi strutturali che ne prevedono il riconoscimento giuridico, tutele previdenziali e lavorative e sostegno economico.
Il disegno di legge passerà ora all’esame delle Camere per il completamento dell’iter legislativo.
Dalla Fish-Federazione Italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie, arriva la disponibilità al confronto con le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti, “affinché il percorso legislativo porti a un risultato all’altezza delle aspettative e dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie”. «Per la prima volta nel nostro Paese, il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase caratterizzata da annunci e iniziative prive di risposte strutturali», dichiara il presidente Vincenzo Falabella.
Punto fermo della legge è il «caregiver familiare convivente e prevalente che sta 24 ore su 24 con la persona assistita». Da qui l’introduzione di un sistema di quattro tutele differenziate, graduate in base all’impegno di cura e alla convivenza a cui corrispondono altrettanti profili: serviranno anche a regolare l’accesso ai benefici previsti dalla legge con tanto di riconoscimento economico – al massimo 400 euro mensili esentasse erogati ogni 3 mesi a chi abbia un Isee fino a 15mila euro – riservato solo al ruolo più impegnativo con almeno 91 ore settimanali – ben 13 ore al giorno – dedicate a un familiare non autosufficiente. Gli altri tre profili individuano impegni minori fino all’assistenza tra le 10 e le 29 ore a settimana e solo uno di questi contempla caregiver non conviventi, con impegno di cura di almeno 30 ore settimanali.
Fonte: Fish – Il Sole24 ore