I recenti dati Istat sul caregiving familiare Aiuti dati, ricevuti e reti di solidarità – Anno 2024, pubblicato il 21 luglio 2026 restituiscono con chiarezza la fotografia di un Paese che si regge, ogni giorno, sul lavoro silenzioso di 12,3 milioni (24,9%) persone che prestano assistenza a familiari e persone amiche a favore di persone anziane, non autosufficienti o con disabilità. Una realtà che rende ancora più urgente il percorso di definizione di una normativa nazionale sul riconoscimento e il sostegno dei caregiver familiari. l caregiving oggi non coincide con la sola figura del caregiver convivente. La cura è sempre più spesso esercitata attraverso reti relazionali articolate, nelle quali convivono caregiver conviventi e non conviventi, figure amicali e di vicinato che condividono responsabilità, tempi, competenze e carichi assistenziali.
Sottolinea Loredana Ligabue dell’associazione Carer “In considerazione del dibattito parlamentare sul Disegno di Legge presentato dalla Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli per disciplinare la materia del caregiving, limitare il sistema delle tutele ai soli caregiver conviventi rischierebbe di non intercettare una quota significativa di persone che garantiscono quotidianamente accompagnamento, gestione sanitaria, supporto amministrativo, coordinamento dei servizi e presenza affettiva, pur non vivendo sotto lo stesso tetto della persona assistita. I dati confermano infatti come il lavoro di cura sia distribuito all’interno di famiglie sempre più frammentate geograficamente e caratterizzate da una crescente complessità organizzativa che si avvale di molteplici forme di aiuto informale. Per questo motivo, una riforma moderna del caregiving deve riconoscere la pluralità delle forme di assistenza e valorizzare il contributo di tutti coloro che partecipano in maniera continuativa e significativa al progetto di cura.”
Fonte: informareunh.it
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