La Regione del Veneto ha approvato, all’unanimità, una legge regionale sul caregiver familiare che riporta al centro l’importanza di una politica di servizi a sostegno di chi si prende cura. Una legge bipartisan, nata da un percorso lungo, serio, partecipato, che ha coinvolto caregiver, associazioni, enti locali, esperienze avanzate come quella di CARER, che già nel 2013 aveva indicato la strada: riconoscere diritti di cittadinanza a chi sostiene ogni giorno la fragilità.
“È una legge che nasce dal territorio, dalla realtà concreta delle famiglie, dalla consapevolezza che la cura non è un incidente della vita, ma una struttura portante del nostro welfare. E che proprio per questo richiede politiche pubbliche organiche, inclusive, non discriminatorie” sottolinea Carer in una nota. “Il Veneto sceglie una definizione di caregiver ampia e non discriminatoria:niente obbligo di convivenza; niente vincolo di parentela: può essere un amico, un vicino, una persona cara; niente soglie di ore di cura per “meritare” sostegno; riconoscimento del ruolo nel PAI e nel progetto di vita; integrazione nel sistema dei servizi, non sostituzione dei servizi.È una definizione che rispecchia la realtà: oggi la cura non è solo familiare, non è solo domestica, non è solo femminile. È una rete di relazioni che tiene insieme comunità sempre più fragili.”
La legge del Veneto riconosce i giovani caregiver non solo come studenti da premiare con crediti formativi, ma come giovani che vivono un carico di cura che può compromettere studio, salute, futuro. Prevede: protocolli con scuole e università; sostegno psicologico; accompagnamento nella transizione scuola-lavoro; misure di conciliazione.
La legge istituisce inoltre un tavolo permanente presso la Giunta; un fondo regionale caregiver; linee guida operative per ULSS e ATS; criteri per la certificazione delle competenze acquisite nella cura.
Fonte: Associazione Carer