Sono oltre 354.000 le firme raccolte ad oggi online e presso i banchetti presenti in tutta Italia dalla legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del personale”, promossa da una rete nazionale di oltre 100 associazioni, fra le quali l’Auser, e realtà sociali e depositata in Cassazione il 27 aprile 2026. “Il rapido superamento della soglia minima di 50.000 firme, prevista per legge, è la testimonianza di quanto sia sentito l’accesso sempre più difficile alle cure per ampi strati di popolazione e di quanto sia urgente l’intervento legislativo per la salvezza del Ssn”, hanno sostenuto i rappresentanti del Comitato promotore in occasione di un evento pubblico a Milano a sostegno della raccolta firme. In particolare, il Comitato ha sottolineato i temi presenti nella proposta con effetti diretti sulle situazioni regionali. La richiesta di incrementare il Fondo sanitario nazionale al 7,5% del Pil entro il 2030, oggi al 6,2%, è la base – è stato affermato – per il rilancio della sanità e in particolare di quella pubblica. Tra l’altro nella sola Lombardia “mancano 1.540 medici di medicina generale, 9.300 infermieri, 1921 medici specialisti stimati”, in Italia mancano 63.000 infermieri con conseguenze note: visite rinviate, reparti sotto pressione, Pronto soccorso pieni e cure sempre più lontane.
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