Solitudine, senso di colpa, fragilità che nascono quando si assiste un familiare malato o anziano. Sono tanti i bisogni dei caregiver, che si trovano ad affrontare un grosso peso emotivo. L’Auser Insieme di Ome (BS) ha inserito una proposta per loro nell’ambito del calendario di oltre 40 corsi autunnali che ogni anno richiamano 800 partecipanti.
Il Gruppo di parola, gratuito, è guidato dalla psicologa e psicoterapeuta Maria Teresa Nulli come proseguimento del progetto della Casa dei caregiver. “Quando abbiamo avviato l’iniziativa della Casa, pensavamo si iscrivessero soprattutto badanti – racconta Nulli – Invece sono arrivati genitori, coniugi, figli e zii accomunati dalla mansione di accudire a tempo pieno un familiare”. Il progetto ha colto un bisogno che non ha alternative. “Sono persone impegnate non solo fisicamente ma anche mentalmente, che vivono il senso di colpa, la rabbia, la fatica. Nel gruppo abbiamo lavorato anche su temi quali il doppio ruolo, il patto coniugale o filiale, che viene esasperato in alcune circostanze. C’è anche tutto il tema della rete familiare, perché spesso queste persone hanno tagliato i ponti con tutti. A volte anche solo condividere informazioni pratiche può aiutare a superare un po’ l’ostacolo mentale”. Quest’anno, il progetto assume la forma di un gruppo di parola, che si amplia a chi vive particolari fragilità, sempre con la guida di Nulli.
L’auspicio è che l’esperienza possa essere un esempio per iniziative strutturate anche altrove. “Il bisogno c’è, noi abbiamo provato a dare una risposta – commenta la presidente e fondatrice di Auser Insieme di Ome, Elena Cimaschi – Questo vale per tutti i nostri corsi, che sono un aggregatore di persone e competenze. Ringraziamo anche il Comune, che ci offre tutti gli spazi e ci ha sempre aiutato molto”. Per informazioni su tutti i corsi: http://www.auserome.it.
Fonte: Il Giorno
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