Otto donne uccise in poche settimane, tra luglio e il 19 agosto. Otto storie diverse, accomunate da un amore malato che va contrastato attraverso la prevenzione e la cultura. Loredana Serraglia, referente e presidente di Filo Rosa Auser Ticino Olona, Centro Antiviolenza di Legnano sottolinea quanto sia importante rompere il silenzio il prima possibile. «Non bisogna mai aspettare. Bisogna subito rivolgersi ai Centri antiviolenza appena si riconoscono i primi segnali di una relazione pericolosa e, nelle situazioni che lo richiedono, denunciare». Per Serraglia è una concentrazione di episodi che assume un significato ancora più forte alla luce della nuova normativa. Dal 17 dicembre 2025 è infatti in vigore l’articolo 577-bis del codice penale, che ha introdotto nell’ordinamento italiano il reato autonomo di femminicidio. Secondo i dati ufficiali del Viminale, ufficializzati in questi giorni, nel primo semestre 2026 sono state 34 le donne uccise: 26 sono state classificate come vittime di omicidio volontario ai sensi dell’articolo 575 del codice penale e 8 come vittime del nuovo reato di femminicidio previsto dall’articolo 577-bis. Il dato aggregato era di 54 vittime nello stesso periodo del 2025, con una riduzione del 37%. Il problema è anche riconoscere ciò che precede la violenza più evidente. Non sempre, infatti, una relazione pericolosa comincia con un’aggressione fisica. «La violenza non è soltanto un pugno. Può iniziare con il controllo del telefono, con la gelosia ossessiva, con l’isolamento dagli amici e dalla famiglia, con le umiliazioni, le minacce o il controllo economico. Sono segnali che non devono essere normalizzati o scambiati per manifestazioni d’amore – osserva Serraglia -. Rivolgersi a un Centro antiviolenza non significa essere obbligate immediatamente a prendere una determinata decisione. Significa prima di tutto trovare qualcuno che ascolta, che conosce queste dinamiche e che può aiutare la donna a valutare la propria situazione e il livello di rischio». In questo contesto secondo Serraglia è fondamentale continuare a parlare anche con i giovani di parità, educazione sentimentale, consenso, rispetto e capacità di riconoscere i segnali della violenza.
Fonte: Sky TG24
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