Domenica 26 luglio a Reggio Emilia si terrà la Festa delle Liberazioni nel Mondo, organizzata in occasione della Pastaciutta Antifascista promossa a livello nazionale dall’Istituto Cervi per ricordare la celebre festa organizzata dalla famiglia Cervi a Campegine nel luglio 1943, in occasione della destituzione di Mussolini. Auser Reggio Emilia aderisce all’iniziativa.
Iniziative analoghe si svolgeranno in diversi comuni italiani, con la partecipazione di Auser. A Faenza (RA) il 20 luglio appuntamento al Campo Aperto di via Sant’Orsola.
A Rio Saliceto (RE) il 27 luglio Pastasciutta Antifascista: la serata, aperta a tutti, avrà inizio alle 20.30.
A Badia Polesine (RO) il 26 luglio si terrà l’iniziativa “Pastasciutta Antifascista libera, gratuita, resistente” con Anpi, Arci, Libera, Cdp, Cgil Rovigo e Istituto Cervi. Anche nella vicina Castelbaldo è stata programmata da Anpi del montagnanese, Auser, Isers e Istituto Cervi, la “Pastasciutta Antifascista”, per il giorno venerdì 31 luglio.
A Campobasso l’iniziativa della Pastasciutta Antifascista si terrà il 25 luglio, organizzata da Cgil, Auser, Lega delle Autonomie Locali, Legambiente e DLF.
A Busto Arsizio (VA) la Pastasciutta Antifascista si terrà domenica 26 luglio presso l’oratorio San Filippo ec è promossa unitariamente da molte, importanti associazioni come Auser, Acli, Auser, Anffas, Cgil, Legambiente.
Il 25 luglio del 1943, a seguito della riunione del Gran Consiglio del Fascismo, Mussolini viene destituito e arrestato. Dopo 21 anni terminava il governo del Partito Fascista. Il Re designò il Maresciallo dell’esercito Pietro Badoglio come nuovo capo del governo.
Nonostante la caduta del Fascismo, la guerra continuava a fianco dei tedeschi: nei giorni successivi l’arresto vi furono numerose sollevazioni popolari; il 28 luglio, a Reggio Emilia, i soldati spararono contro gli operai delle Officine Reggiane facendo 9 morti.
I Cervi non vennero immediatamente a conoscenza della notizia della caduta di Mussolini perché impegnati nei campi, ma fu sulla via del ritorno a casa che incontrarono numerose persone in festa.
Sebbene sapessero che la guerra non era davvero terminata, decisero di festeggiare comunque l’evento, un momento di pace dopo 21 anni di dittatura fascista. Si procurarono la farina, presero a credito burro e formaggio dal caseificio e prepararono chili e chili di pasta.
Una volta che questa fu pronta, caricarono il carro e la portarono in piazza a Campegine pronti a distribuirla alla gente del paese. Fu una festa in piena regola, un giorno di gioia in mezzo alle preoccupazioni per la guerra ancora in corso: anche un ragazzo con indosso una camicia nera (forse era l’ultima rimasta?) fu invitato da Aldo a unirsi e a mangiare il suo piatto di pasta.