L’8 giugno i responsabili Auser di Viterbo e della Tuscia insieme alle autorità e ai cittadini, si sono ritrovati in piazzale Gramsci, per commemorare le vittime della strage nazifascista di civili dell’8 giugno 1944, quando perse la vita anche una donna rimasta purtroppo sconosciuta. La presidente di Auser Tuscia Rita Squarcetti ha sottolineato l’importanza di edificare un monumento a questa donna ignota, divenuta nel tempo, simbolo dell’impegno contro violenze e discriminazioni. “Il monumento commemorativo alla donna ignota è un qualcosa di dovuto, anche verso chi ha avuto lo stesso destino” ha evidenziato la Squarcetti in occasione della commemorazione delle vittime dell’8 giugno ’44. E la sindaca Frontini ha assicurato che il progetto sarà realizzato a breve.
Proprio a piazzale Gramsci, un plotone di soldati tedeschi in ritirata prese a caso tre cittadini e li fucilò. Di due di essi si sa che erano viterbesi: Giacomo Pollastrelli, zio del senatore Sergio Pollastrelli e Oreste Telli. La terza vittima, una donna, non fu mai identificata. Quella donna, quella vittima, rimase per sempre sconosciuta.
“Per 10 anni – ha continuato la presidente -, abbiamo fatto progetti nelle scuole per commemorare la donna, ma il monumento approvato nel 2024 in onore della sconosciuta, è l’evoluzione naturale di un concetto grande che si cela dietro la sua figura”.
Nel punto in cui fu commesso l’eccidio dai nazisti ai piedi delle mura sorge ora una lapide posta dal comune di Viterbo e dal comitato provinciale Anpi nel giugno del 1984, in occasione del quarantesimo anniversario della liberazione.
Fonte: Tuscia Web