di Raffaele Iosa e Massimo Nutini
Questo ebook vuole essere uno strumento di lavoro offerto a tutti coloro che si occupano di formazione con passione educativa e civile in questa drammatica crisi sanitaria e sociale causata dall’emergenza che ha investito il mondo e che ha determinato, tra l’altro, una frattura esistenziale, sociale e cognitiva nelle esperienze di crescita delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.
Per far fronte a questa emergenza, oltre alle risorse ordinarie di cui le scuole e gli enti locali dispongono, ci sono i finanziamenti specificamente stanziati dal decreto legge Sostegni, dal Piano Operativo Nazionale PON Per la scuola, dal ministero per la famiglia per il potenziamento dei centri estivi e, infine, dall’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Italiane ACRI Per il contrasto della povertà educativa.
L’insieme di queste risorse realizza un’opportunità unica per l’attivazione, nella prossima estate 2021, di iniziative educative e formative per un primo urgente ristoro attraverso l’attivazione non solo (e non tanto) del tradizionale recupero scolastico, ma anche (e soprattutto) di esperienze ricche di opportunità educative, sociali, di vita di gruppo, di proattività, di ricerca- azione, volte ad offrire supporto formativo ed esistenziale a fronte delle condizioni di precarietà scolastica, sociale e individuale che si è protratta per mesi passati tra confinamenti, rigide regole di prevenzione sanitaria, quarantene, infezioni, zone di vario colore sul virus, incertezze sull’andamento della pandemia, tristi esperienze di perdite di nonni e parenti; mesi ? che non permettono di lasciare solo nessuno, neppure nel cosiddetto periodo di interruzione dell’attività didattica.
Per aiutare la scuola, gli enti locali e i soggetti tutti del terzo settore e del volontariato ad affrontare questo periodo è necessario innanzitutto un apporto di idee, di contenuti, di suggestioni, di riflessioni pedagogiche, di proposte gestionali e operative, affinché le risorse in campo siano utilizzate al meglio. Recentemente sono entrati nel lessico scolastico i patti di comunità ma essi appartengono a una tradizione italiana di rapporto intimo tra scuola e territorio, fatta di contaminazione, di condivisione di esperienze, eventi, spazi, progetti, che da molto tempo hanno concepito la scuola come luogo di comunità e come spazio civile in cui l’educazione si esprime nella sua essenza più vera, pur con diverse modalità e in modo integrato. Se tali Patti sono stati utili durante la pandemia, lo sono ancor più per queste esperienze che per realizzare un ponte tra due anni scolastici richiedono una ritrovata sintonia tra scuola e territorio, perché per la ricostruzione di un tessuto civile ed educativo non sono adeguate iniziative parallele, scoordinante, dove ogni soggetto va per conto suo.
Si tratta quindi di promuovere la maturazione di esperienze di quel sistema formativo integrato pensato e realizzato in passato, in qualche situazione, ma da alcuni anni in declino; la ritrovata autonomia delle scuole, attraverso ampliamenti significativi dell’offerta formativa, può creare alleanze stabili e fertili per una diversa collaborazione e sinergia tra tutti i soggetti, pubblici e sociali, che si occupano di educazione e cultura.
Una nuova alleanza, quindi, con una scuola che diventa una sorta di ente locale a missione nazionale, territorialmente collocata in una continuità orizzontale dove mettersi in comune (inteso come avverbio, aggettivo, sostantivo) può migliorare le azioni per accrescere la qualità della vita dei giovani, in qualsiasi luogo e momento in cui si producono socialità, educazione e cultura.
L’autonomia delle scuole, di cui purtroppo si è iniziato a parlare come di una condanna burocratica amministrativa, può tornare ad essere (o a svilupparsi) come leva di un pensiero orizzontale,
di un intreccio con il territorio e di un senso d’impegno civile, politico e pedagogico, anche utilizzando le opportunità offerte da questo difficile periodo per coniugare, com’è giusto, le risposte ai bisogni singoli di libertà e crescita di ciascun individuo, di cui si occupano tradizionalmente le istituzioni educative, con le risposte ai bisogni collettivi emergenti di sviluppo della comunità, storico appannaggio degli enti locali.