di Alessandro Rapezzi, segreteria nazionale FLC CGIL
Con la nota 643 del 27 Aprile 2021 il Ministero dell’Istruzione ha lanciato l’idea di una Estate come “ponte” verso il nuovo anno: risorse recuperate sia dai Pon che dal bilancio del Ministero, messi in campo purtroppo senza uno specifico confronto con le OO.SS. Nonostante le tante criticità della nota, a partire dai temi che non affronta, non è difficile cogliere come, dopo un anno scolastico tormentato da sospensioni e riaperture, dad e difficoltà di gestione, l’opportunità della “scuola estiva” rappresenti una risposta positiva e inedita all’eccezionale esperienza di questa lunga fase di pandemia, che ha troppo spesso compresso l’esercizio dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Un’occasione, attraverso un nuovo protagonismo delle scuole, di ricostruire tessuti di socialità, solidarietà tra pari, di recuperare il senso delle relazioni educative oltre che degli apprendimenti.
Le scuole sono state aperte tutto l’anno, hanno lavorato in presenza (soprattutto il primo ciclo) e a distanza, in un contesto di grande difficoltà e tensione emotiva: sicuramente esiste l’esigenza di rimettere insieme ciò che in questi 14/16 mesi abbiamo vissuto e di ricostruire attraverso la scuola un senso ed un percorso verso la ripresa delle attività.
I 510 milioni messi a disposizione dalla nota sono fondi articolati:
- 320 milioni vengono recuperati dai PON scuola, messi a bando con le regole dei pon, con scadenza il 21 maggio.
- 150 milioni sono distribuiti tra tutte le scuole in base al numero degli alunni, a prescindere dalla attività che la scuola deciderà di fare
- 40 milioni saranno messi anche questi a bando e potranno essere utilizzati per sostenere anche progetti con il territorio
I fondi potranno essere utilizzati anche nei mesi successivi all’estate, ecco perché va ridimensionato il ruolo “dell’estate” e ampliato il concetto di “ponte”: queste sono risorse per le scuole che possono essere utilizzate per progettare attività interne aggiuntive, in periodi di interruzione dell’attività didattica ma non solo oppure, in subordine o per competenze specifiche e particolari, per affidare la realizzazione degli stessi progetti a soggetti esterni dell’associazionismo, del terzo settore, ecc. Deve essere sottolineato il ruolo centrale delle scuole in queste scelte: solo esse sono titolari su come e se utilizzare le risorse messe in campo e a loro resta la esclusiva responsabilità della progettazione. In questo contesto l’esperienza estiva può diventare un elemento che lega la scuola, in quanto istituzione cui compete costituzionalmente e prioritariamente la formazione delle nuove generazioni, e il territorio come comunità di adulti che assume le proprie responsabilità, evitando che il “Piano Estate” diventi il supermarket delle occasioni o la caccia ad appalti, trascurando risorse professionali competenti che già operano nelle scuole.
Il rapporto col territorio è un elemento fondamentale dello sviluppo e della realizzazione dell’autonomia scolastica: un ruolo rinnovato della scuola e del suo personale nello sviluppo e nella crescita di tutta la comunità. La scuola non è solo il luogo della conoscenza delle discipline, ma il luogo della socialità, dell’espressione delle proprie abilità e capacità, il luogo dove la relazione costituisce la base dello sviluppo di sé stessi nella comunità dove si vive. Un rapporto che è quindi un valore assoluto, dove il piano estate può rappresentare un momento, una opportunità per rilanciare questo obiettivo, specialmente dopo l’esperienza pandemica. La scuola quindi che osserva e interagisce col territorio e valorizza presenze e collaborazioni che integrano il lavoro e la programmazione delle attività.
È auspicabile quindi che tra i soggetti a cui le scuole avanzeranno eventuali proposte di collaborazione venga tenuta in considerazione l’Auser, sia per le finalità statutarie dell’associazione, sia per le caratteristiche del tessuto associativo fortemente orientato allo sviluppo della socialità e alla realizzazione della persona. La FLC CGIL è in campo affinché le attività scolastiche si realizzino non solo nel pieno rispetto delle prerogative sindacali, ma che esse realizzino anche lo sviluppo della collettività nel rispetto degli obiettivi statutari della CGIL, che sono legati ai principi costituzionali: tutela dei diritti dei lavoratori, attenzione e cura per i cittadini, le famiglie e per gli studenti. Per questo sono auspicabili incontri ed iniziative condivise che abbiano come obiettivi i contenuti sopra esposti e che insieme si possa aiutare le comunità del territorio ad utilizzare opportunità che si dovessero creare.