INCONTRO 20 GENNAIO – Francesca Rongaroli
A torto o a ragione, l’elezione di Gabriel Boric come presidente del Cile ha riportato molti al 1971, quando Salvador Allende arrivò sorprendentemente alla Moneda. Meno stupore c’è stato per la vittoria di Boric, anche se al ballottaggio era finito dietro allo sfidante José Antonio Kast e per un momento sembrava potesse non farcela. L’elezione di Boric va inserita all’interno della storia recente del Cile, a partire dalle proteste universitarie del 2011 in cui il nuovo presidente si impose come leader, per arrivare alle mobilitazioni popolari che nel 2019 hanno portato al cosiddetto estallido social e all’elezione dell’Assemblea che sta riscrivendo la Costituzione, finora di epoca pinochettista. Sarà l’inizio di una svolta per il Paese andino?
INCONTRO 27 GENNAIO – Elena Schiera
Con il golpe di Augusto Pinochet, il Cile divenne un laboratorio dove applicare politiche economiche neoliberiste. A portarle avanti furono i cosiddetti Chicago Boys, un gruppo di economisti che studiò all’Università di Chicago sotto il premio Nobel per l’economia Milton Friedman. Quelle scelte hanno portato il Cile a essere uno dei Paesi più disuguali dell’America latina, come dimostra l’indice Gini, indicatore che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito. Ma soprattutto, la differenza tra il Cile e Paesi con un coefficiente simile è che in questi ultimi la disuguaglianza nella distribuzione diminuisce considerevolmente dopo le tasse. In Cile rimane quasi invariata: il ruolo redistributivo delle politiche pubbliche è molto limitato. Questo modello ha portato alla privatizzazione di settori chiave come quelli delle pensioni, della sanità e dell’educazione, e ha avuto delle ripercussioni enormi dal punto di vista sociale ed economico di cui le mobilitazioni recenti sono solo le ultime conseguenze.
INCONTRO 3 FEBBRAIO – Francesco Betrò
L’elezione di Gabriel Boric alla presidenza del Cile è stata accolta con grande entusiasmo da sinistra. Tuttavia, per ricevere i voti del centrosinistra, Boric ha dovuto ammorbidire diverse posizioni radicali con cui negli ultimi anni si era fatto conoscere. Quale sarà quindi il futuro del Paese latinoamericano? Quali le differenze con Salvador Allende, a cui alcuni lo paragonano? Ne parliamo con la giornalista di Avvenire Lucia Capuzzi e con il giornalista Paolo Hutter, presente in Cile durante il golpe di Pinochet e tornato nel Paese per seguire le ultime elezioni.