Promuovere la cultura della pace, dell’accoglienza e dell’integrazione, contrastando ogni forma di razzismo, discriminazione e odio. È questo l’obiettivo dell’iniziativa “No alla guerra e al razzismo – Pace, Solidarietà, Integrazione”, promossa da Auser Catania e Auser Sicilia che si è svolta sabato 11 luglio presso la sede della Cgil di Catania, in via Crociferi 40.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti del mondo del volontariato, della cooperazione internazionale, delle associazioni impegnate nell’accoglienza dei migranti, del sindacato e delle comunità straniere presenti sul territorio, con l’obiettivo di offrire testimonianze, esperienze e riflessioni sul valore dell’inclusione e della convivenza.
Nel corso del pomeriggio è stata inaugurata anche la mostra fotografica “Vite senza tempo”, curata da INTERSOS, dedicata alla condizione delle donne afghane attraverso gli scatti della fotoreporter Cinzia Canneri, vincitrice del World Press Photo.
La manifestazione ha visto inoltre la partecipazione di Giorgio Scirpa, presidente Regionale Auser, insieme ai rappresentanti di CGIL, INTERSOS, Centro Astalli, Penelope, COPE, della Comunità Filippina, delle associazioni impegnate nell’accoglienza e di numerosi mediatori culturali.
Le conclusioni sono state affidate a Giorgio Scirpa, presidente di Auser Sicilia, chiamato a sostituire Lella Brambilla, impossibilitata a partecipare per motivi di salute. Scirpa ha proposto una riflessione ampia sul fenomeno migratorio, ricordando come la storia dell’umanità sia da sempre una storia di migrazioni e di incontri fra popoli. Attraverso dati e numeri sulla crisi demografica che investe il nostro Paese, ha evidenziato come l’immigrazione rappresenti una risorsa indispensabile per la tenuta del sistema produttivo e del welfare, contrapponendo questa realtà alle parole d’ordine della “remigrazione” e alle derive razziste che alimentano paure e divisioni.
Al termine del dibattito, la manifestazione è proseguita in un clima di festa e condivisione con la degustazione di piatti preparati dalle diverse comunità straniere presenti – Senegal, Egitto, Mauritania e altre ancora – accompagnata da musica dal vivo.