Nell’Italia del futuro secondo Istat, saremo di meno, più anziani e sempre più spesso soli. Il nuovo report sulle previsioni demografiche delinea una trasformazione strutturale profonda per coesione sociale, welfare e composizione delle famiglie: entro il 2050 la popolazione perderà oltre 4 milioni di residenti, gli over 65 sfioreranno il 35% e le persone sole saliranno a 11 milioni. Le coppie con figli passeranno da 7,6 a 5,7 milioni, quelle senza figli cresceranno da 5,4 a 5,7 milioni e i genitori soli da 2,9 a 3,2 milioni. Attualmente, i residenti sono circa 59 milioni, ma si prevede una riduzione fino a 54,7 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080 (scenario mediano). Il processo di invecchiamento sarà il fattore centrale: nel 2050, gli over 65 arriveranno al 34,6% della popolazione (rispetto all’attuale 24,3%), mentre le persone tra 15 e 64 anni scenderanno dal 63,5% al 54,3%. I ragazzi sotto i 14 anni caleranno appena sopra l’11%. Particolarmente marcato sarà il balzo della fascia di età avanzata: entro il 2050, la quota di ultra 85enni salirà dal 3,9% al 7,2%. La struttura familiare subirà notevoli cambiamenti. La dimensione media dei nuclei continuerà a ridursi, passando da 2,21 a 2,03 componenti, e aumenterà in modo significativo il numero delle persone che vivono sole: dai 9,7 milioni attuali si arriverà a 11 milioni nel 2050 (+13%). Il peso delle famiglie composte da una sola persona salirà dal 36,8% al 41,1%, mentre aumenteranno anche le donne sole (+18%) e, in misura minore, gli uomini soli (+8%). Il territorio nazionale sarà interessato da un diffuso spopolamento, particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, dove entro il 2080 potrebbero mancare quasi 8 milioni di residenti rispetto a oggi, con già 3,4 milioni in meno entro il 2050.
Fonte: Istat